Il racconto di un’esperienza: il tirocinio formativo nell’ambito del Master di II Livello in “Diritto delle Migrazioni”

Il corsista Filippo Greggio ci racconta il suo periodo di tirocinio svolto presso la Caritas del patriarcato di Venezia.

Sono Filippo Greggio e sono un corsista de Master di II Livello in “Diritto delle migrazioni”

afferente al Dipartimento di Giurisprudenza, attivato dalla School of Management dell’Università

degli Studi di Bergamo e diretto dalla prof.ssa Paola Scevi.

Dopo la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Ferrara nel 2016, ho iniziato una

collaborazione con uno studio legale che si occupa di immigrazione e da lì mi sono appassionato

subito alla materia. La decisione di iscrivermi al Master in “Diritto delle migrazioni” presso

l’Università degli Studi di Bergamo è nata a seguito all’esigenza di approfondire i temi legati ai

processi migratori sotto vari aspetti, tra i quali spicca quello giuridico.

Così, a seguito del Master in “Diritto delle migrazioni”, ho potuto iniziare un periodo di tirocinio

presso il Patriarcato di Venezia. Il percorso intrapreso, nell’Ufficio immigrazione di Caritas

veneziana, mi sta offrendo l’opportunità di un approccio concreto di quanto appreso durante le

lezioni frontali del Master. La Caritas è vero e proprio punto di riferimento per molti immigrati, in

attesa di definizione della loro posizione giuridica in Italia. La cura della persona è la chiave in

torno alla quale ruotano tutte le proposte. È questa la stella polare del nostro agire, prima ancora di

ogni altra azione. In questo tempo, grazie all’aiuto e alla guida degli operatori Caritas, ho potuto

conoscere e approfondire quanto concerne i procedimenti amministrativi, istaurati negli uffici della

questura, dal rinnovo dei permessi di soggiorno alle istanze per la correzione dei dati anagrafici. Mi

sono occupato in modo diretto di cittadinanza e delle modalità per il suo conseguimento, come

disposto dalla legge n. 91 del 1992 e della preparazione di richiedenti asilo, per l’intervista della

Commissione territoriale. In quest’ultima esperienza, è stato possibile applicare in modo diretto il

d.lgs n. 251 del 2007, più volte analizzato al Master insieme alla legge cardine dell’immigrazione n.

286 del 1998. L’esperienza in questo ambiente lavorativo aiuta a maturare uno approccio flessibile,

che chiede di sapersi adattare alle esigenze del momento e alle emergenze, che si possono

verificare. In questo percorso formativo sto redigendo, sotto la supervisione esperta di Martina

Libertà, responsabile dell’area giuridica, un monitoraggio delle esigenze giuridiche degli ospiti

delle strutture Caritas del patriarcato di Venezia. Un’attività che ha, come primo passaggio, quello

di ascoltare l’eventuale situane critica, con l’obiettivo di indirizzare la persona sul giusto percorso

da intraprendere, per arrivare a una soluzione.

In questi uffici passa una buona parte di mondo. C’è chi arriva dall’America Latina e chi dal

Kurdistan, dagli stati più disparati dell’Africa e dai paesi d’Europa non unitaria. Tutti però sono

accomunati dal grande sogno di felicità, nascosto nel profondo del cuore. Una pace, una certezza

che non è stato possibile costruire nella terra d’origine. La grande sfida sta proprio in questo, nel

riuscire a camminare, almeno per un tratto di strada, insieme, cercando sempre più quello che

unisce, rispetto a quello che divide. Convinti che davanti a noi non c’è un numero, ma una persona

che aspetta uno sguardo, un sorriso una parola di aiuto. Il coraggio di uscire dai propri schemi aiuta

a cambiare e a scardinare le certezze granitiche.

Filippo Greggio